DOMOTICA E DISABILITà VISIVA: VIVERE L’AUTONOMIA CON UN TOCCO DI TECNOLOGIA

Oggi vi presentiamo un nuovo articolo dedicato alla domotica. Ringraziamo Annalisa di averci concesso questo articolo e di pubblicarlo sul nostro sito.

Di Annalisa Manco


La domotica ovvero l’insieme di tecnologie che automatizzano e gestiscono gli impianti e i dispositivi di una casa, sta giocando un ruolo sempre più rilevante nell’inclusione sociale e nell’autonomia delle persone con disabilità. In particolare per chi ha una disabilità visiva la domotica offre opportunità concrete di migliorare la qualità della vita, semplificare le attività quotidiane e soprattutto favorire una maggiore indipendenza, quindi tecnologia e autonomia diventano un binomio fondamentale oltre che vincente.
Le persone con disabilità visiva affrontano ogni giorno sfide che spesso limitano la loro autonomia nelle attività quotidiane: dalla gestione della casa alla preparazione dei pasti fino alla regolazione della temperatura o all’apertura delle persiane. Molte operazioni quotidiane richiedono un supporto esterno, in questo contesto la domotica si configura come una risorsa fondamentale offrendo soluzioni inteligenti che permettono di gestire l’ambiente domestico in modo semplice ed efficace.
Il termine “domotica” deriva dall’unione di due parole: “domus” che in latino significa casa, “ticos” suffisso greco che indica le discipline di applicazione. Quindi letteralmente “domotica” significa studio interdisciplinare della casa.

Qual è l’origine e l’evoluzione della domotica nella storia?


La domotica è una scienza relativamente recente ma le sue radici affondano in diverse innovazioni tecnologiche del XX secolo.
Negli anni 60 e 70 ci furono le prime sperimentazioni con sistemi di automazione per il controllo di luci e elettrodomestici. Negli anni 80 ci fu lo sviluppo dei primi sistemi di controllo centralizzati grazie alla diffusione dei microprocessori. Negli anni 90 ci fu la nascita dei primi standard di comunicazione per la domotica come il protocollo X10.
E negli anni 2000 vi fu l’esplosione della domotica grazie alla diffusione di internet e dei dispositivi mobili.
Da quel momento la domotica è entrata nella nostra vita, rendendo la nostra casa molto più tecnologica e nello stesso tempo accessibile ed inclusiva.
Grazie a questi dispositivi inteligenti abbiamo una “casa che parla”, le soluzioni domotiche oggi disponibili sono pensate per essere accessibili e facili da usare anche per chi ha una visibilità ridotta. I sistemi vocali per esempio consentono di interagire con gli elettrodomestici e gli impianti della casa semplicemente con la voce. Un’assistente vocale come Amazon Alexa o Gogle Assistant può infatti attivare luci, cambiare la temperatura, aprire tende o cancelli o leggere notifiche o promemoria.
Grazie a questi dispositivi le persone con disabilità visive non solo possono svolgere autonomamente molte attività in casa, ma anche essere informate sugli eventi che accadono nell’ambiente circostante come il cambio di temperatura o la presenza di ospiti senza dover dipendere da altre persone.
Riporto in questo articolo esperienze dirette di utenti che convivono con una disabilità visiva che grazie all’uso della domotica hanno potuto migliorare in modo significativo la loro vita quotidiana. Questi racconti evidenziano come la tecnologia possa diventare un’alleato prezioso abbattendo barriere e favorendo una maggiore autonomia e qualità della vita.

Le esperienze degli utenti


“Ciao, sono Rocco Clementelli e mi occupo nell’ambito dell’Unione Italiana ciechi e ipovedenti soprattutto di domotica e di casa smart. Sono anni che mi occupo di questa tecnologia che ogni giorno progredisce e si espande nei vari livelli della nostra casa e della nostra vita. Io ormai la utilizzo da diverso tempo e trovo che queste tecnologie possono essere utili davvero per migliorare la nostra quotidianità, il nostro benessere psicofisico e la nostra autonomia. Ovviamente bisogna che ci sia uno studio alle spalle e una ricerca per ottimizzare al meglio le nostre risorse e non rischiare di creare qualcosa di inutile e molto costoso. Se la consiglio? Certo, assolutamente si! È davvero una tecnologia comoda e utile che comporta un risparmio energetico. Insomma i vantaggi sono notevoli anche se devo dire la verità bisogna spenderci qualcosina, forse per ora l’unica nota stonata sono i prezzi che in alcuni casi sono ancora alti però la scelta sta aumentando e si riescono a trovare dispositivi per varie necessità, a diversi prezzi.”
“Ciao, sono Ranieri, ho 47 anni, sono della Liguria, sono nonvedente dal 2013 prima ero ipovedente. Cosa penso della domotica? I pro e i contro per me: partiamo dai pro, sicuramente mi ha cambiato la vita visto che mi ha reso la vita più autonoma. Per esempio, programmare un condizionatore impostandolo sul caldo o sul freddo, usare tramite applicazione un’elettrodomestico come la lavatrice o la lavastoviglie. La tecnologia domotica non ci aiuta solo in casa ma anche fuori, infatti con la mia azienda stiamo cercando di creare un progetto per rendere i nostri uffici, sia per i dipendenti come me sia per i clienti, più accessibili possibili. Faccio un esempio: per gli ipovedenti che lavorano in azienda regolare l’illuminazione per le proprie esigenze, rendere smart con comandi vocali gli ascensori quando sono touchscreen, come ben sappiamo la tecnologia touch non può essere usata da chi non vede. Questi sono piccoli esempi che aiutano anche chi lavora a rendersi autonomo anche negli ambienti lavorativi. Parliamo dei contro: sicuramente non bisogna approfittarne diventando succube di questa tecnologia, dico questo perché frequentando persone e aiutando tante persone a districarsi nell’uso di questa tecnologia, mi rendo conto che tanti senza di essa sono persi! “
“Ciao mi chiamo Martina, da tanti anni sono affascinata dalla tecnologia e in particolare dalla domotica. questa negli ultimi anni si è evoluta tantissimo, credo però che ci voglia ancora del tempo per raggiungere dei risultati più efficenti, infatti questa tecnologia ha in alcuni casi costi ancora troppo elevati; ma soprattutto questa diventa impervia perché avvolte le applicazioni non sono sempre accessibili. Da quando la utilizzo sicuramente ha migliorato il mio stile di vita e la mia autonomia, oggi sicuramente non potrei farne a meno. Assolutamente la consiglio soprattutto agli appassionati e a tutti quelli come me che pensano che possa farci vivere più in autonomia e perché no anche per risparmiare tempo, dato che oggi giorno non basta mai!”
In conclusione la domotica applicata alla disabilità visiva rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare la quotidianità di chi non vede, grazie a tecnologie avanzate come sensori, assistenti vocali e sistemi di automazione domestica. In questo modo è possibile rendere l’ambiente più sicuro, accessibile e indipendente.
Questi strumenti permettono alle persone cieche di gestire in autonomia attività quotidiane come l’illuminazione, la temperatura, la sicurezza e la comunicazione riducendo la necessità di assistenza esterna e favorendo una maggiore inclusione sociale.
La continua evoluzione della tecnologia unita a un crescente impegno verso l’inclusività ci offre nuove prospettive per costruire un futuro in cui ogni individuo possa godere appieno della propria autonomia con un tocco di innovazione che rende la vita quotidiana ricca di opportunità.